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In occasione dei 40 anni dalla fondazione della Sellerio, la casa editrice ha riproposto alcuni titoli che, a suo giudizio, hanno rappresentato dei punti cruciali della sua storia editoriale.

Carta Bianca di Carlo Lucarelli (Sellerio, 2009)
ISBN: 88-389-2410-4
Pagine: 168
Prezzo: 8.00 Euro
Un poliziotto autentico che, nell'inferno della Repubblica Sociale Italiana, pensa a fare solamente il suo mestiere, senza farsi altre domande. Ma in questo conflitto etico di un professionista che cerca il colpevole di un omicidio mentre obbedisce a una gerarchia responsabile di crimini e morti, c'è una domanda sul mistero della giustizia.
Aprile 1945. Negli ultimi giorni della repubblica di Salò, un omicidio dei quartieri alti apre a chi indaga squarci suI mondo dei gerarchi, su un traffico finanziario-spionistico tra il regime e i nazisti, sulla corruzione di una classe dirigente dai giorni contati. E a poche ore dal crollo finale, il commissario De Luca scopre una torbida verità e, nella confusione e la paura, è chiamato a una scelta. Carta bianca è un racconto giallo a pretesto, in cui è il fascismo pretesto per la trama poliziesca e per quella caratteristica interrogazione morale in cui il giallo confluisce. Dittature e totalitarismi si prestano infatti a quelle situazioni di precarietà deI diritto in cui la malinconia, connaturata a chi investigando fruga nelle vite, diventa l'ultimo rifugio del senso di giustizia.

Dopo tanti anni passati a raccontare quegli episodi della metà oscura della storia recente del nostro paese che chiamiamo “misteri italiani”, ci siamo accorti che stavamo disegnando un grande mosaico.
La nascita e lo sviluppo delle grandi famiglie della criminalità organizzata (la ‘ndragheta, cosa nostra, la camorra), le varie fasi del terrorismo e della violenza politica, gli intrecci tra malapolitica e finanza criminale, i singoli delitti eccellenti: tutte tessere di un grande disegno che senza avere necessariamente una logica comune (un grande vecchio) e senza forzature dietrologiche contribuiscono a raccontare quello che eravamo e quello che siamo ancora.
Quest’anno ci siamo dedicati ad alcune delle tessere che ancora mancano a quel grande mosaico, come la storia della P2 o quella della mafia dei casalesi, o le voci interne a Cosa Nostra espresse dai collaboratori di giustizia (la mafia che parla).
A queste abbiamo aggiunto altri episodi che anche se sembravano fuori dai due filoni principali delle nostre storia (mafia, terrorismo, politica criminale) con quelli avevano tantissimo a che fare, come le cosiddette “navi a perdere”, il traffico di rifiuti tossici e radioattivi sia a livello nazionale che internazionale, la morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.
Personalmente da questo studio ho capito due cose.
La prima: anche se non esiste un grande vecchio o un grande complotto esiste comunque nella nostra storia e nella nostra società un “humus criminale”, “ambientale” addirittura, che fa in modo che tanti elementi ricorrano in un insieme di interessi comuni: imprenditori senza scrupoli, istituzioni infedeli, criminalità organizzata, politici corrotti. Un “sistema Italia” –la sua metà oscura, naturalmente- che da tempo si sostiene, si alimenta, si copre e si potegge “istintivamente”. E si rinnova.
La seconda: abbiamo ancora tante, ma tante altre tessere da raccontare per completare il mosaico.
La mattina del 17 marzo 1981 scatta un’operazione di indagine estremamente riservata. Su mandato dei giudici di Milano Gherardo Colombo e Giuliano Turone, che stanno indagando sul bancarottiere Michele Sindona, la Guardia di Finanza perquisisce una fabbrica di abbigliamento nella provincia di Arezzo e scopre una lista di migliaia di nomi di affiliati ad una loggia massonica segreta: la Loggia Propaganda Due, la P2.
A capo di quella loggia segreta è Licio Gelli, il Maestro Venerabile, uno tra gli uomini più potenti d’Italia. Nella lista, infatti, appaiono quasi tutti i componenti dello stato maggiore dell’Esercito e dei vertici dei servizi segreti, diversi industriali, giornalisti, 44 parlamentari, alcuni ministri e un segretario di partito. Si tratta di uno scandalo politico senza precedenti.
Un anno dopo si scoprirà anche che Loggia P2 aveva un programma politico e istituzionale: il cosiddetto “Piano di Rinascita Democratica”, un progetto di riforme dello Stato, della politica e della società civile italiana in senso autoritario che oggi è tornato drammaticamente di attualità.
Nel mare della Calabria – secondo le recenti dichiarazioni del pentito di ‘ndrangheta Francesco Fonti – sono state affondate più di 30 navi contenenti rifiuti tossici.
Un grosso affare tra organizzazioni criminali, servizi segreti e politica.
Cunsky, Jolly Rosso, Rigel , Karin B., Marco Polo, Koraline, Nicos 1, Alessandro I sono nomi che alla maggior parte delle persone non dicono niente. In realtà sono nomi di navi scomparse nel mare. Alcune volte ricompaiono – come la Cunsky - alcune volte no.
Cosa trasportavano quelle navi? Quali sono state le circostanze del loro naufragio o del loro affondamento? E che traffici si nascondono dietro le loro strane rotte?
Carlo Lucarelli, seguendo le orme dell’ufficiale di Marina, Natale De Grazia - uno dei tanti eroi sconosciuti del nostro Paese – e di alcuni coraggiosi magistrati, ci apre le porte al mistero delle navi fantasma inabissate al largo delle coste italiane con il loro carico di rifiuti tossici o addirittura radioattivi.
In seguito allo spiaggiamento della motonave Jolly Rosso, avvenuto il 14 dicembre 1990 sulla costa di Amantea in Calabria, parte un’inchiesta che viene subito osteggiata e, tra coinvolgimenti dei servizi segreti ed intercettazioni dei magistrati, prosegue fino alla morte in circostanze misteriose di Natale De Grazia
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Sulla vicenda di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin si è parlato molto e il Parlamento ha creato una Commissione d’Inchiesta che ha lavorato per anni.
Ma una versione univoca sulle cause della morte dei due giornalisti del Tg3 della Rai ancora non c’è. Come non c’è una descrizione univoca della dinamica dell’attentato: agguato per rapina – con colpi di Kalashnikov sparati da lontano – come conclude la relazione di maggioranza della Commissione Parlamentare presieduta dall’onorevole Carlo Taormina, o esecuzione – con colpi di pistola sparati a bruciapelo – come sembrano confermare tutte le testimonianza raccolte subito dopo l’eccidio.
I misteri intorno all’agguato del 20 marzo 1994 a Mogadiscio sono tanti: a cominciare dalla dinamica dell’aggressione, passando alla condanna a 26 anni di Hashi Omar Hassan, il cittadino somalo venuto in Italia per testimoniare e poi condannato per il duplice omicidio, fino alla scomparsa di alcune cassette con l’intervista al sultano di Bosaso, l’ultima intervista realizzata da Ilaria e Miran in Somalia.
Ilaria e Miran probabilmente avevano scoperto qualcosa di inquietante: traffici internazionali di rifiuti tossici e di armi, nascosti dietro la cooperazione internazionale ai paesi in via di sviluppo.
Analizzando tutta la documentazione, le evidenze e i dettagli legati a quel tragico 20 marzo del 1994, si porta alla conoscenza di tutti un mistero ancora irrisolto, ma anche una vicenda profondamente umana dove spicca la figura e la dignità dei genitori di Ilaria.
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Il 15 luglio 1984 arriva a Roma, estradato dagli Stati Uniti, Tommaso Buscetta. Reduce da un tentativo di suicidio e dallo sterminio di quasi tutta la sua famiglia, si “pente” e grazie alla sua collaborazione con il giudice Giovanni Falcone, per la prima volta la Mafia comincia a non avere più un misteri.
Buscetta parla, svela organigrammi, nomi, traffici, struttura, omicidi. Si ferma solo quando sta per parlare dei rapporti tra mafia e politica. La sua confessione è uno dei pilastri su cui si basa il Maxiprocesso, il primo vero e proprio processo alla Mafia.
La prima legge sui collaboratori di giustizia in Italia viene varata nel 1991. I suoi effetti sono dirompenti: moltissimi mafiosi, dopo le condanne del Maxiprocesso e le conseguenze della sanguinosa guerra interna scatenata dai Corleonesi, iniziano a collaborare usufruendo dei programmi di protezione e reinserimento della legge. La Mafia sembra quasi sconfitta.
Nel 2001 è approvata una nuova legge – che per alcuni restringe i troppi “privilegi”, mentre per altri, di fatto, indebolisce le possibilità di scoprire, attraverso l’aiuto dei collaboratori di giustizia, il cosiddetto terzo livello: i rapporti della mafia con la politica.
Le testimonianze dei numerosi ‘pentiti’ non solo ripercorrono vicende umane dai tratti sconvolgenti, ma anche la storia di una delle maggiori organizzazioni criminali di tutti i tempi. Un’occasione unica per conoscere la Mafia dal suo interno.
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Il 1 luglio 1998 si apre uno dei più importanti processi alla criminalità degli ultimi anni in Italia.
Paragonabile, se non superiore, per numero di imputati, delitti commessi e giro di affari criminali al Maxiprocesso di Palermo.
E’ stato praticamente ignorato dai media nazionali fino a che uno scrittore esordiente – Roberto Saviano – scrive “Gomorra”, parlando – tra le altre cose – anche delle vicende trattate nel processo.
Da allora tutti sanno cos’è il Clan dei Casalesi. Tutti conoscono i soprannomi evocativi dei principali imputati: “Sandokan”, “Cicciotto ‘e mezzanotte”, “O fuggiasc”, “Walterino”. O’ ninno”, “Bin Laden”.
Sono questi i componenti di questa camorra di paese – più simile alla mafia corleonese che alla camorra di Napoli –che ha insanguinato e distrutto l’economia e l’ambiente di uno dei luoghi più belli e più ricchi della Campania.
Dall’ascesa di Antonio Bardellino nella lotta contro la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo fino alla strage dei Ghanesi di Castelvolturno alla fine del 2008, Carlo Lucarelli, grazie anche alla testimonianza di eccezione di Roberto Saviano, ci racconta una delle organizzazioni criminali più pericolose e più “imprenditoriali” del mondo, capace di riciclare con furbizia e scaltrezza i proventi delle sue molteplici attività fino a costruire un vero e proprio impero finanziario internazionale.
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Dall’omicidio di Peppino Impastato alla strage della Caserma di Alcamo Marina
Diversi misteri si succedono in Sicilia negli anni ’70. Il 9 maggio 1978 viene ucciso a Cinisi in provincia di Palermo, Peppino Impastato.
Peppino è figlio di un uomo d’onore, ma nonostante questo sceglie di sfuggire ad un destino segnato e riesce a mettere in difficoltà la mafia di Tano Badalamenti, con l’ironia tipica di quegli anni, ma soprattutto, con la controinformazione che viaggia sulle frequenze di una delle prime radio libere: “Radio Aut”.
L’omicidio inizialmente è fatto passare per un attentato terroristico andato male, ma la tenacia della madre Felicia e del fratello Giovanni e del gruppo di tutti i suoi amici conducono ad una mobilitazione popolare e ad un film – “I cento passi” – smascherando l’iniziale depistaggio e arrivando alla condanna, per omicidio, di Tano Badalamenti.
Il 26 gennaio 1976 nella casermetta dei carabinieri di Alcamo Marina, in provincia di Trapani, vengono assassinati l'appuntato Salvatore Falcetta e il carabiniere Carmine Apuzzo.
Sono arrestati e incriminati dell’omicidio cinque giovani del posto che confessano e vengono condannati. Dopo anni e ulteriori indagini si scopre che quei cinque giovani sono stati sottoposti a torture e che le loro confessioni sono state estorte. Il 10 giugno del 2009 la Prima Sezione della Corte di Cassazione ha stabilito la revisione del processo in cui quei giovani furono condannati. Uno di loro, in carcere da 21 anni, sta scontando ancora l’ergastolo.
Il 27 ottobre 1972 Giovanni Spampinato - un giornalista che stava indagando sull’omicidio di un ingegnere imprenditore - viene ucciso a Ragusa da Roberto Campria, figlio dell'allora Presidente del tribunale della città. Il movente dell’omicidio è rimasto ambiguo e avvolto nel mistero.

Anteprima nazionale Blu Notte (Rai 3) ad Amantea (Cs)
Martedì 6 ottobre 2009
Auditorium scuole medie
via E. Noto - ore 17,30

Cunsky, Rosso, Rigel, Koraline: nomi affascinanti, a volte esotici e curiosi, che emergono dalle inchieste su oscuri misteri irrisolti, traffici loschi, morti enigmatiche. Sono infatti solo alcuni dei nomi delle numerose navi scomparse nel mare con il loro carico di materiali sospetti, potenzialmente pericolosi per l’ambiente, la biodiversità e la salute di chi di quei mari vive.
Martedì 6 ottobre ad Amantea, Carlo Lucarelli presenta “Navi a perdere, il mare dei veleni”, la nuova puntata della serie televisiva Blu Notte dedicata ai traffici di rifiuti tossici e radioattivi che rischiano di avvelenare il nostro territorio.
Fonte: Legambiente

Per la prima volta in Cina, quindici fra i maggiori scrittori italiani e cinesi di noir si incontreranno per una settimana e confronteranno le loro esperienze nell'ambito di un Convegno letterario che si svolgerà a Pechino e Tianjin dal 13 al 18 ottobre, su iniziativa dell'Istituto Italiano di Cultura di Pechino e con la collaborazione di Alessandro Vaccari.
Piero Colaprico, Danila Comastri Montanari, Giancarlo De Cataldo, Giorgio Faletti, Feng Hua, Marcello Fois, He Jiahong, Isaia Iannaccone, Carlo Lucarelli, Bruno Morchio, Nanpai Sanshu, Margherita Oggero, Qiu Xiaolong, Alberto Toso Fei e Zhang Muye parteciperanno al Convegno "Noir, Mistero e Gialli", con interventi in una serie di tavole rotonde e conferenze (in italiano con traduzione in cinese) in diverse università. Al convegno, che si aprirà con una video intervista di Andrea Camilleri, sono invitati come osservatori anche case editrici italiane e cinesi.
A latere del convegno, aperto al pubblico, saranno proiettati film e sceneggiati tratti dalle opere degli scrittori partecipanti (tutti con sottotitoli in cinese).
L'Istituto di cultura di Pechino, che ha provveduto alla traduzione di brani dei libri italiani e cinesi e delle biografie degli scrittori, ha dedicato al convegno il numero di ottobre della rivista CIaO. (clicca qui per scaricare)

L'Istituto, quali "Atti del Convegno", ha chiesto a tutti i partecipanti di scrivere un breve racconto ambientato a Pechino, da pubblicarsi bilingue.
Nella serata conclusiva a Pechino sarà assegnato il premio per la migliore traduzione in cinese di un'opera italiana del 2008, scelta da un sondaggio tra gli iscritti alla Newsletter dell'Istituto.
Dopo il convegno, alcuni degli scrittori terranno conferenze a Dalian, Xian, Shanghai, Chongqing e Canton.
PROGRAMMA:
13 OTTOBRE
ore 16.00 - Beijing International Studies University (Er wai) - Incontro con Alberto Toso Fei
dalle 17.00 alle 19.00 - Teatro dell’Istituto Italiano di Cultura - Proiezione della video intervista ad Andrea Camilleri, realizzata per il Convegno da Paolo Petroni, inviato dell’ANSA. (sottotitoli in cinese) - Tavola rotonda: Scrittori o scrittori di gialli? Quando il genere sta stretto all’autore - Giorgio Faletti, Bruno Morchio, Qiu Xiaolong (media Alessandro Vaccari)
ore 19.00 film. Disegno di sangue, di Gianfranco Cabiddu
14 OTTOBRE
dalle ore 14.00 alle 15.30 - Beijing International Studies University (Er wai) - Incontro con Marcello Fois
dalle ore 15.00 alle 17.00 - Università del Popolo, Facoltà di Giursiprudenza - Incontro con Giancarlo De Cataldo
dalle ore 17.00 alle 19.00 - Teatro dell’Istituto Italiano di Cultura - Tavola rotonda: Il giallo nella storia e la storia nel giallo - Danila Comastri Montanari, Qiu Xiaolong, Marcello Fois, Nanpai Sanshu. (media Paolo Petroni)
dalle ore 19.00 alle ore 21.00 - Caffè letterario Garden Books (Indirizzo: 44 Guang Hua Rd, Chaoyang District, Pechino) - incontro con Alberto Toso Fei (in inglese)
ore 19.00 film - Teatro dell’Istituto Italiano di Cultura - Terapia d’urto, di Monica Strambini.
15 OTTOBRE
dalle ore 10.00 alle 12.00 - Teatro dell’Istituto Italiano di Cultura - Incontro con studiosi dell’Istituto di Letteratura dell’Accademia delle Scienze sociali - Giancarlo De Cataldo, Bruno Morchio, Piero Colaprico
dalle ore 13.30 alle 15.30 - University of International Business and Economics (UIBE) - Incontro con Carlo Lucarelli e Margherita Oggero
dalle 14.00 alle 17.00 - Università Tsinghua, Facoltà di Letteratura - Incontro con Giorgio Faletti, Bruno Morchio, Marcello Fois
dalle ore 17.00 alle 19.00 - Teatro dell’Istituto Italiano di Cultura - Tavola rotonda: Oltre il romanzo… la realtà. Il giallo tra fiction e cronaca - Giancarlo De Cataldo, He Jiahong, Carlo Lucarelli (media Alessandro Vaccari)
dalle ore 17.00 alle 19.00 - Caffè letterario Centro Culturale Francese (Indirizzo: Guangcai International Mansion, 18 Gongti Xilu, Pechino) - incontro con Isaia Iannaccone (in francese)
ore 19.00 film - Teatro dell’Istituto Italiano di Cultura - Indagine non autorizzata, di Antonio Frazzi.
16 OTTOBRE
dalle ore 10.00 alle 12.00 - Beijing Foreign Studies University (Bei wai) - Incontro con Giorgio Faletti e Margherita Oggero
dalle ore 14.30 alle 16.00 - Università della Lingua e della Cultura - Incontro con Danila Comastri Montanari
dalle ore 16.30 alle 19.00 - Peking University - Incontro con Carlo Lucarelli, Danila Comastri Montanari e Piero Colaprico
dalle ore 17.00 alle 19.00 - Teatro dell’Istituto Italiano di Cultura - Tavola rotonda: Il mistero tra luoghi e storia, arte e scienza - Isaia Iannaccone, Nanpai Sanshu, Alberto Toso Fei (media Alessandro Vaccari)
dalle ore 19.00 alle ore 21.00 - Caffè letterario Garden Books (Indirizzo: 44 Guang Hua Rd, Chaoyang District, Pechino) - Incontro con Qiu Xiaolong (in inglese)
ore 19.00 film - Teatro dell’Istituto Italiano di Cultura - Romanzo criminale, di Michele Placido
17 OTTOBRE
dalle ore 14.00 alle 16.00 - Tianjin, Centro culturale quartiere italiano (27 Guangfulu, Tianjin) - Non solo delitti. Tra noir, mistery e fantasy evoluzione di un genere letterario - incontro con tutti gli scrittori
18 OTTOBRE
dalle ore 17.00 alle 19.00 - Teatro dell’Istituto Italiano di Cultura -Tavola rotonda: Chi è l’assassino? Iniziamo dal conoscere l’investigatore… -Piero Colaprico, Feng Hua, Margherita Oggero (media Alessandro Vaccari)
dalle 16.30 alle 18.30 - - Caffè letterario Bookworm (Building 4, Na Sanlitun Lu, Chaoyang District) - Round table: ‘Is the genre a limitation for the writer’? -Giorgio Faletti, Qiu Xiaolong, Isaia Iannnaccone, Alberto Toso Fei
- ore 19.30 - Teatro dell’Istituto Italiano di cultura - Premiazione per la migliore traduzione dall'italiano
«(...)questa è la storia di uno che ha passato la vita a leggere e a studiare per p oter dare forma al proprio talento: uno che si informa, che fa ricerche d’archivio, che si dispera se si sta occupando del periodo fascista e non riesce a scoprire quanto costava il caffè» (dall'introduzione di "L'uomo in noir")

«Paura, eh?»
Quando ci si appresta a leggere un testo col quale ha a che fare Carlo Lucarelli siamo colti da una sottile inquietudine, qualcosa a metà tra la voglia di aprire il libro e divorarlo d’un fiato, e il timore di scoprirvi, all’interno, qualcosa che ci farà tenere la luce accesa quando stiamo per andare a letto.
L’uomo in noir è un’indagine atipica, che non ruota intorno a un assassino, ma intorno a un uomo che ha ucciso,o quanto meno fatto sparire, una serie di convenzioni delle quali, peraltro, non sentiamo la mancanza: quella di considerare il “giallo” letteratura di serie b, quella di pensare alla televisione come a un contenitore nel quale la dissertazione puntuale e scevra di giudizio non trova posto, quella di vedere la cronaca come una serie di eventi fine a se stessi, quella di credere che la letteratura non abbia nulla a che fare con la realtà.
Non abbiamo preso le impronte del presunto colpevole né l’abbiamo sottoposto al test del poligrafo. Gli strumenti di questa indagine sono le parole che l’artista stesso ha regalato nel corso degli anni al suo pubblico e alla stampa. Perché, una volta ancora, possa essere evidente che la parola ha una forza che altri mezzi di comunicazione non hanno. Nel caso di Carlo Lucarelli, mettere in fila le parole e trovare il modo giusto per far procedere la narrazione — che si tratti di un libro, di un film, di un fumetto, di una trasmissione televisiva o di un videoclip — significa non solo tenere il pubblico incollato, ma offrire spunti di riflessione sulla realtà che stiamo vivendo, sulla sua parte buia, oscura, quella che fa, appunto, paura.
«Scrittori lo si può diventare in tutti i modi, secondo me. Narratori è una categoria particolare. Sono tutti quei bambini che tornavano da scuola e raccontavano quello che era successo in classe. Poi alcuni di questi bambini tornavano — e io ero uno di quelli — e invece di dire: «Oggi è successo così e così», dicevano: «Non immaginerete mai cosa è successo stamattina a scuola». E quando i genitori ti chiedono: «Cosa?», tu bevi un bicchiere d’acqua. Questa è la suspense, cioè la differenza tra il narratore di thriller e il narratore di altre storie. Non so se si diventa anche narratori, però se ci nasci fai prima»
È questo specifico talento a fare dell’artista uno dei pochi intellettuali rintracciabili nell’Italia di oggi: Carlo Lucarelli non parla solo di mistero e di delitti irrisolti. Parla di valori e dis-valori, di memoria storica e cronaca, di cultura e violenza. Perché, come dice lui stesso, «non puoi capire quello che succede tutti giorni se non capisci quello che succede tutte le notti, intendendo per notte la metà oscura della nostra vita».
L'uomo in noir. Indagine su Carlo Lucarelli (Aliberti Editore, 2009) di Grazia Ferrari - Pagine: 238 - € 15,00 — ISBN: 9788874244188
Grazia Ferrari (Bologna, 1973) è una giornalista free lance. Ha fatto della sua passione per il mistero un lavoro, e collabora con diverse testate online occupandosi di letteratura, cinema e televisione, ovviamente noir. Segue il lavoro di Carlo Lucarelli fin dai suoi esordi.
www.alibertieditore.it

'Niente di personale' interpretato da Rolando Ravello e Donatella Finocchiaro per la regia di Ivano De Matteo, racconta la storia di Angelino, un insospettabile killer professionista che lavora per la 'ndrangheta ad Ancona, incaricato di uccidere la moglie di un assessore molto discusso, che e' anche tenente dell'esercito. Il killer, quando si accorge che l'organizzazione ha deciso di sacrificarlo, non porta a termine il suo compito ma si allea con la vittima.
Lui vuole coinvolgerla nei suoi piani dimostrandole che tra loro due, assassino e soldato, non c'e' differenza. Lei, invece, vuole assicurarlo alla giustizia. Insieme, tra inseguimenti, attentati e trappole mortali, l'improbabile coppia in fuga cerchera' il modo di salvare la pelle.
(fonte: Adnkronos)


CORNELIO N. 9
Storia di un burattino

Soggetto: Carlo Lucarelli, Giuseppe Di Bernardo, Mauro Smocovich.
Sceneggiatura: Mauro Smocovich.
Disegni: Paola Camoriano
Data di pubblicazione: 2 Settembre 2009
Formato: 16x21 brossura, 96 pagine bianco e nero
Prezzo € 2,70
Quale mistero si nasconde dietro le strane morti che perseguitano la famiglia Mangiafuoco? Quando un famoso ventriloquo viene ricoverato a Villa Fiaba dopo uno strano incidente, toccherà a Cornelio risolvere l'enigma di Demian, il pupazzo dall'inquietante sorriso.

Episodio 1 - Sempre avanti
Durante un servizio di sorveglianza allo stadio Dall'Ara di Bologna, Coliandro e altri poliziotti arrestano Marchino, un giovane ultrà che, in cambio della libertà, assicura di poter fornire importanti rivelazioni su un noto terrorista internazionale. Qualche giorno dopo sia Marchino che i colleghi che erano in servizio allo stadio muoiono in circostanze misteriose. Quando anche Coliandro viene fatto oggetto di un attentato è evidente che il ragazzo ha rivelato informazioni che obbligano ad eliminare i testimoni. Aiutato da Lara (interpretata dalla giovane attrice Chiara Gensini), una bella campionessa di kickboxing, l'Ispettore arriverà a scoprire un'organizzazione nascosta. Si troverà così alle prese con un covo di terroristi neofascisti ricavato dentro una palestra di antica tradizione pugilistica, trasformata in passaggio obbligato per un traffico d'armi. In questo delicato garbuglio di muscoli e politica deviata sarà sempre accompagnato da Lara, alla quale è stato ammazzato un amico. L'episodio - girato all'interno della mitica palestra Sempre Avanti - vede in una breve apparizione anche il boxeur Francesco Damiani, già argento olimpico a Los Angeles.

Il Premio Capalbio (Capalbio è in provincia di Grosseto) vede tra i vincitori dell'edizione 2009 per la sezione Politica e istituzioni Gian Carlo Caselli con "Le due guerre" Ed. Melampo e Umberto Ambrosoli con "Qualunque cosa succeda" Ed. Sironi. Il premio per la Narrativa va a Carlo Lucarelli con "La faccia nascosta della luna" Ed. Einaudi, invece premio per la sezione Politica a Enrico Deaglio con "Patria" Ed. Il saggiatore.
Il 30 agosto si terrà la premiazione del "Premio Capalbio 2009" e del premio "Capalbio Territorio", il 29 agosto è prevista la premiazione della sezione Europa. Il Premio Capalbio intende favorire lo sviluppo di approcci di ricerca che portino alla comunicazione della sfera culturale con le sfere sociale e politica.
Il Premio Capalbio giunto alla sua 13ª edizione per la sezione italiana e alla 3ª per la sezione europea, intende favorire lo sviluppo di approcci di ricerca che si caratterizzino per rigorosità ed originalità e che tendano alla messa in comunicazione della sfera culturale con le sfere sociale e politica.
Particolare interesse va ad un'ottica che intende conciliare l'analisi e le esperienze di cambiamento con realismo e concretezza, secondo una definizione di utopia praticabile che vuole essere il punto di riferimento per selezionare opere e uomini nel momento di pervenire al conferimento del premio. Una specifica attenzione è riconosciuta ai contributi che sostanzino prospettive di sviluppo e rinnovamento del discorso culturale italiano.
Il Premio intende caratterizzarsi, secondo principi che riteniamo validi in generale nell'organizzazione culturale, per un pieno pluralismo nei contributi e nei riconoscimenti.
Il Premio si struttura in tre sezioni: Storia, Politica, Economia.
Ciascuna sezione è organizzata in categorie tematiche, all'interno delle quali viene selezionato il miglior libro edito nell’anno precedente. Sono previsti riconoscimenti speciali.
La composizione della giuria è uno dei caratteri distintivi del premio. Al fine di implementare pluralismo, apertura e contaminazioni, la maggioranza della giuria è composta dai vincitori dell'edizione precedente. In tal modo ogni anno si produce una cospicua rotazione dei giurati, cercando di evitare dannose chiusure ed autoreferenzialità.
In definitiva, il Premio Capalbio si propone di contribuire allo sviluppo delle straordinarie potenzialità della cultura italiana, la crescita dei percorsi teorici, l’incontro di distinti approcci e punti di vista.